Pastiera Napoletana

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Sabato pomeriggio….alla vigilia di Pasqua….fuori pioviggina e salta il pranzo all’aperto con le amiche. Tra un commento sportivo e un gol all’ultimo istante, io e Sal, in ricordo dei bei vecchi tempi, quando si viveva amorevolmente in 20 metri quadri e si acquisivano “innocentemente” quei chili sui fianchi che non se ne sarebbero più andati, decidiamo di preparare la……PASTIERA NAPOLETANA!!!!
Il nostro primo tentativo risale appunto a circa un lustro fa e ci riempì d’orgoglio.
Quella di ieri è stata quindi la nostra “opera seconda”…..decisamente un portento!!

🌸🕊Felice🐰Pasqua🕊🌸 a tutti!!

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Cosa serve

Per la base di pasta frolla
250 g di farina
125 g di zucchero
1 uovo intero
125 g di burro (freddo da frigo, tagliato a tocchetti)
Scorza di mezza arancia

Per il ripieno
290 g di grano cotto
250 ml di latte intero
350 g di zucchero
250 g di ricotta di pecora
2 uova + 1 tuorlo

30 g di burro

1 fialetta di aroma di fior d’arancio
1 bustina di vanillina
Scorza di mezza arancia
1/4 di cucchiaino di sale
40 g di macedonia candita

Per la decorazione

zucchero a velo qb

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Come si fa

Prepariamo la pasta frolla….
Lavoriamo insieme tutti gli ingredienti. Possiamo farlo a mano o iniziare ad impastare con l’ausilio della planetaria dotata di frusta a gancio e continuare la lavorazione velocemente a mano su una spianatoia leggermente infarinata. Quando avremo ottenuto un impasto liscio ed omogeneo, formiamo una palla e avvolgiamola nella pellicola. Lasciamo riposare in frigo per almeno 20 min.

Passiamo alla preparazione del ripieno….
In un pentolino abbastanza capiente mettiamo insieme il grano cotto, il latte, il burro e il sale, portiamo a bollore e lasciamo cuocere per 15 minuti. Togliamo dal fuoco e facciamo raffreddare. Incorporiamo quindi la ricotta, lo zucchero, la vanillina, le uova sbattute, l’aroma di fiori d’arancio e la macedonia  e mescoliamo per amalgamare bene il tutto.

Imburriamo e infariniamo una teglia da 26 cm di diametro. Riprendiamo l’impasto e tagliamone una piccola parte da destinare alle strisce da porre in superficie. Stendiamo quindi la pasta frolla con un matterello ad uno spessore di 4-5 mm e rivestiamo la teglia avendo cura di foderare anche i bordi.
Versiamo il composto nella teglia e terminiamo adagiando sulla superficie delle strisce di pasta frolla disposte a griglia.

Inforniamo per circa 60 min in forno preriscaldato a 180°C, fino a quando la superficie non avrà assunto un bel colore dorato.
Una volta cotta, lasciamo riposare nel forno con lo sportellone semiaperto.
Sforniamo solo quando la pastiera si sarà completamente raffreddata.
Rifiniamo con una spolverata di zucchero a velo.

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Dal profilo FB di un vecchio amico del mio paesello lontano, ho “rubato” questa storia, con la quale lui ha splendidamente presentato le creazioni di sua moglie….un racconto bellissimo e poetico che ho voluto inserire, postumo, al mio articolo per rendere omaggio a questo straordinario dolce della tradizione napoletana….
– “Tanti anni fa la Sirena Partenope col suo bellissimo canto estasiava tutte le genti che abitavano il golfo di Napoli.
Allora le popolazioni, per ringraziarla vollero renderle omaggio regalandole i doni della loro fertile terra:
– la farina, forza e ricchezza della campagna;
– la ricotta, omaggio di pastori e pecorelle;
– le uova, simbolo della vita che sempre si rinnova;
– il grano tenero, bollito nel latte, a prova dei due regni della natura;
– l’acqua di fiori d’arancio, perché anche i profumi della terra solevano rendere omaggio;
– le spezie, in rappresentanza dei popoli più lontani del mondo;
– infine lo zucchero, per esprimere l’ineffabile dolcezza profusa dal suo canto, in cielo, in terra, ed in tutto l’universo.
La sirena, felicissima per tanti doni, si inabissò per fare ritorno nel suo regno e portò le preziose offerte ai piedi degli dei.
Questi, estasiati dal suo soavissimo canto e dalla bontà dei doni, riunirono e mescolarono con arti divine tutti gli ingredienti ricevuti trasformandoli in una torta che superava in dolcezza, bellezza e bontà perfino il canto della stessa Partenope.

Era nata la Pastiera…” –

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